Qualità della vita, qualità della cura. Verso una visione comunitaria della salute.

Sabato 31 gennaio 2026 si terrà a Ovada il convegno organizzato da Fondazione CIGNO, con ASL AL, nell’ambito delle attività di collaborazione previste dal Piano Locale di Prevenzione.

L’evento rappresenta un momento di particolare rilievo per il territorio: da un lato segna la conclusione di un percorso di ricerca e confronto avviato durante la pandemia con l’Università di Bergamo, l’Università Politecnica delle Marche e l’Università di Urbino, dall’altro costituisce il lancio di nuove progettualità nazionali, orientate alla costruzione di una vera e propria Comunità di pratica con focus sulla qualità della vita, riconosciuta dalla letteratura scientifica come variabile prognostica indipendente di sopravvivenza.

Il gruppo dei professionisti ovadesi, insieme al volontariato locale, ha già dato un nome a questo nuovo modello: “OVADA CITY OF CARE” che identifica una visione condivisa di sanità pubblica fondata sull’integrazione tra ospedale, territorio e comunità.

Ovada laboratorio di innovazione sanitaria.

L’Ospedale di Ovada e il territorio ovadese si sono distinti negli anni come laboratorio sperimentale di progettualità innovative, tra cui il progetto “Covi a Casa”, avviato all’inizio del 2020. Questo modello di cure domiciliari precoci, con il coinvolgimento attivo dei Medici di Medicina Generale del Distretto Acqui-Ovada, ha suscitato interesse nazionale ed è stato fonte di ispirazione per un modello organizzativo successivamente adottato dalla Regione Piemonte, grazie ai risultati ottenuti in termini di riduzione di mortalità e ospedalizzazione.

Proprio questa esperienza ha attirato l’attenzione della Facoltà di Sociologia dell’Università di Bergamo, con il prof. Roberto Lusardi e le prof.sse Micol Bronzini (Università Politecnica delle Marche) e Benedetta Polini (Università di Urbino), che hanno condotto il progetto di ricerca nazionale ECHOES (EPISTEMIC COMMUNITIES IN HEALTHCARE AND PROFESSIONAL EXPERTISE. THE CASE OF EARLY HOME CARE NETWORK DURING COVID PANDEMIC IN ITALY), dedicato all’analisi delle comunità epistemiche e delle modalità comunicative durante la pandemia.

Gli scambi scientifici, concretizzatisi in diversi incontri e in due site visit (l’ultima nel 2025), hanno evidenziato importanti correlazioni con le progettualità in corso a Ovada in ambito oncologico, cresciute grazie a una forte integrazione tra ospedale, territorio e terzo settore.

Dalla pandemia alla Comunità di pratica

Dall’esperienza COVID si è così passati all’analisi dei determinanti sanitari, socio-assistenziali e culturali che favoriscono il consolidamento di una comunità di pratica, fondata sulla condivisione di modelli organizzativi, valori e visione della sanità pubblica secondo un approccio One Health. Fondazione CIGNO ha abbracciato l’impostazione One Health già dal 2020, investendo, in controtendenza rispetto a molte scelte dell’epoca, sulle cure territoriali e sui Medici di Medicina Generale, fornendo presidi sanitari essenziali.

In questo percorso e considerata l'importanza della " narrazione" della pandemia da parte di malati e operatori, sono stati invitati due autorevoli riferimenti internazionali:

Prof. Alberto Mantovani, veterinario, già referente dell’Istituto Superiore di Sanità per One Health
Prof.ssa Domenica Taruscio, già referente della Rete Nazionale Malattie Rare dell’ISS e pioniera della Medicina Narrativa

I temi al centro del convegno

Accanto ai relatori nazionali, interverranno professionisti del territorio ovadese e di ASL AL per illustrare alcuni degli indicatori chiave per caratterizzare una comunità di pratica orientata alla qualità della vita, tra cui:

- presa in carico socio-assistenziale in ottica preventiva
- educazione alla salute dalla scuola dell’infanzia alla primaria
- adesione agli screening
- copertura vaccinale
- adesione al registro donatori di organi, quale parametro surrogato di solidarietà sociale
- partecipazione al volontariato e all’advocacy delle associazioni dei malati
- collaborazione dei Medici di Medicina Generale nella medicina di iniziativa e nella rete ospedale-territorio

Il convegno si propone dunque come un momento di sintesi e rilancio per una sanità sempre più integrata, partecipata e centrata sulla qualità della vita come obiettivo primario.
 


Ultimo aggiornamento: 28/01/26