Cap. 5 - Prevenzione delle malattie trasmissibili.

Programma delle azioni e delle attività 2012
Per facilitare la compilazione, per alcune azioni sono indicati tra parentesi i numeri identificativi dei progetti regionali di cui al Piano operativo del PRP riconducibili a tali azioni. La programmazione dovrà però comprendere anche tutte le altre azioni che si intende attuare nella propria ASL, comprendendo quindi sia le attività correnti, sia le azioni/attività di miglioramento, sia la realizzazione di nuove attività.
 
PREVENZIONE VACCINALE
 
PRP: Azioni Introduzione delle nuove vaccinazioni contro pneumococco, meningococco, virus HPV e rotavirus (2.4.1, 2.4.2, 2.4.3.)
  1. Implementazione delle nuove vaccinazioni, raccordo con MMG e PLS per uniformare la comunicazione, migliorare l’adesione e razionalizzare l’offerta secondo calendari standardizzati
  2. Implementazione della sorveglianza delle infezioni batteriche invasive attraverso i laboratori
  3. Informatizzazione degli archivi vaccinali e predisposizione di software di raccordo con il database regionale
Programmazione attività locali 2012 Sulla base degli indirizzi di pianificazione strategica della Regione Piemonte nonché delle azioni e dei progetti regionali ad esso collegati, il PLP 2012 dell’ASL AL contempla le attività che di seguito si riportano:
A) Relativamente all'implementazione delle nuove vaccinazioni, si prevede l’organizzazione e la realizzazione di n. 4 incontri con i MMG e PLS, al fine di:
1) attuare forme di collaborazione per uniformare i processi di comunicazione per sensibilizzare la popolazione all'adesione alle vaccinazioni.
2) intensificare la rete, già peraltro esistente, tra Dipartimento di Prevenzione, Distretto, MMG e PLS.
 
- Indicatori di risultato: incontri con i MMG e PLS.
- Standard: n° 4 incontri con i MMG e PLS.
 
B) Per quanto attiene al recepimento ed all’avvio dell’attività del nuovo “Piano nazionale per l'Eliminazione del Morbillo e della Rosolia congenita PNEMRc 2010-2012”, si intende espletare le attività che di seguito si riportano, già peraltro consolidate nell’ambito dell’ASL AL:
proseguire con l’invito attivo alla vaccinazione MPR delle coorti target.
 
- Indicatori di risultato: inviti vaccinali alle coorti target.
- Standard: invito del 100% della popolazione target.
 
Ricercare i soggetti suscettibili (sia alla 1a sia alla 2a dose) in tutte le occasioni opportune (altri accessi ai servizi vaccinali - ad esempio Ambulatorio di medicina dei Viaggi), nonché all'atto del riscontro di casi di morbillo (in collaborazione con i referenti SIMI dell’ASL) ed, infine, mediante iniziative alle popolazioni suscettibili al morbillo e alla rosolia sopra i 2 anni, inclusi gli adolescenti, i giovani adulti e i soggetti considerati a rischio, quali gli operatori sanitari e scolastici, e i gruppi “difficili da raggiungere”, quali ad esempio i nomadi.
 
- Indicatori di risultato: n° di soggetti suscettibili a cui è raccomandata la vaccinazione riscontrati nel corso degli altri accessi ai servizi vaccinali ed evidenziati al riscontro di casi di morbillo.
- Standard: 100% dei soggetti a cui è raccomandata la vaccinazione.
 
Relativamente alla rosolia in gravidanza e la rosolia congenita, utilizzare tutte le occasioni (ad esempio accessi a Servizi del SSR) per identificare e proporre la  vaccinazione alle donne in età fertile suscettibili alla rosolia, incluse le donne ad alto rischio professionale (insegnanti e operatori sanitari) e le immigrate, nonché alle donne suscettibili, identificate durante la gravidanza, nel post-partum e nel post interruzione di gravidanza, oltre che di tutte le donne ricoverate per parto o interruzione di gravidanza.
- Indicatori di risultato: n° di soggetti suscettibili a cui è raccomandata la vaccinazione riscontrati nel corso degli altri accessi ai servizi vaccinali.
- Standard: 100% dei soggetti a cui è raccomandata la vaccinazione.
 
C) Il PLP 2012 dell’ASL AL comprende, in linea con i progetti e la pianificazione regionale ed allo scopo di valutare i fallimenti vaccinali e sorvegliare l’epidemiologia delle malattie prevenibili con le nuove vaccinazioni introdotte, l’implementazione delle attività di conferma di laboratorio delle malattie prevenibili con vaccinazione; tale procedura è già stata definita a livello locale ed in n. 3 incontri del Comitato Infezioni Ospedaliere, nel 2011, sono state verificate in forma crociata le attività di conferma laboratoristica. Nel 2012 sono previsti momenti di incontro, nell’ambito delle attività del CIO (Comitato Infezioni Ospedaliere), tra i soggetti (Responsabile SOS Prevenzione malattie infettive e vaccinazioni, Responsabili Laboratori) coinvolti nel processo di sorveglianza delle infezioni batteriche invasive, finalizzati a rafforzare ulteriormente la rete necessaria per assicurare una sempre maggiore sensibilità del sistema.
 
- Indicatori di risultato: incontri dei soggetti componenti il CIO.
- Standard: almeno 1 incontro dei soggetti componenti il CIO.
 
D) Relativamente all'informatizzazione degli archivi vaccinali ed alla predisposizione di un software di raccordo con il database regionale, il PLP 2012 include, nell'ambito dell'ASL AL, come da pianificazione regionale, le seguenti azioni:
  1. prosecuzione dell’avvio in esercizio nei Distretti Sanitari dell'ASL AL, adeguandosi a tutti gli standard informatici richiesti dal gruppo di coordinamento regionale e assicurando la rispondenza e/o l’adeguamento delle anagrafi vaccinali a un “minimum data set” definito a livello nazionale;
  2. in una fase successiva, la valutazione di funzionamento e analisi di criticità per definire eventuali interventi correttivi.
 
- Indicatori di risultato: report di attività.
- Standard: rispondenza alle indicazioni regionali delle attività intraprese.
 
PRP: Azioni Riconduzione delle attività vaccinali all’interno del Dipartimento di Prevenzione
Per le ASL che non hanno già un modello organizzativo consono: predisposizione e realizzazione di progetti di riordino
Programmazione attività locali 2012 La riconduzione delle attività vaccinali al SISP ha costituito un obiettivo per l'ASL Al nel 2010, soddisfatto attraverso la deliberazione da parte della Direzione Generale, di un modello organizzativo che vede nel SISP la struttura preposta alla definizione delle azioni strategiche per l'attività vaccinale, e nel Distretto, la struttura che esegue l'attività di vaccinazione.
Sono state individuati 2 Servizi competenti: il Dipartimento di Prevenzione che ha un ruolo di riferimento scientifico e che  esegue le vaccinazioni nell’ambito della Medicina dei Viaggi e il Dipartimento Territoriale che si occupa della organizzazione e della esecuzione delle vaccinazioni in età pediatrica e negli adulti (ad eccezione di quanto di competenza della Medicina dei Viaggi): in particolare, in ciascuno dei 7 Distretti della ASL è stato individuato un Referente per le vaccinazioni e tra i sette un Coordinatore dei Referenti.
 
Criticità:
A) Criticità anagrafiche.
L’introduzione dell’anagrafe Regionale AURA li ha accentuati: il sistema informativo che gestisce le vaccinazioni funziona, infatti, sull’anagrafe aziendale LHA. Nella pratica si verificano errori, tali per cui bambini regolarmente residenti vengono inseriti su LHA come esterni oppure vi sono duplicazioni di schede con conseguenti problemi di convocazione di bambini che, inseriti come esterni, non vengono convocati dal sistema; a livello di rendicontazione statistica sussiste un errore nel calcolo nel denominatore che rende i dati di copertura imprecisi.
I dati vengono ripuliti valutando, caso per caso, i soggetti non vaccinati ed eliminando dal denominatore tutti i soggetti impropriamente inseriti: ciò comporta un sovraccarico di lavoro amministrativo (che, data la quasi scomparsa del personale amministrativo dedicato alle vaccinazioni, grava sul personale sanitario).
Appare evidente che tale lavoro comporta una conoscenza dei pazienti e può essere svolto solo a livello locale e non a livello centrale: per questo la realizzazione di un database regionale renderebbe problematica la elaborazione dei dati di copertura a livello centrale.
Sarebbe opportuno, pertanto, nell’ambito di ciascun Distretto, la presenza di un operatore amministrativo autorizzato a modificare i dati su LHA: attualmente c’è solo un ufficio autorizzato (Distretto di Ovada), con conseguenti difficoltà di interazione, specie quando si analizzano i casi particolari.
 
B) Difficoltà nell’acquisizione del vaccino anti HPV.
Difficoltà causate dall’adozione della Del. 311/2011 che prevede un tetto massimo di spesa per l’acquisizione del vaccino in oggetto, eventualmente incrementabile in caso di maggior richiesta: tale tetto è ampiamente sottostimato (ci consentirebbe di vaccinare il 50% delle interessate a fronte di una copertura del 75%) con conseguente richiesta di conguaglio annuale.
 
C) Razionalizzazione degli ambulatori vaccinali.
A fronte di situazioni ideali ed accettabili, sussistono situazioni migliorabili in alcuni Distretti (ad es., un eccessivo numero di piccoli ambulatori).
 
Per quanto sopra, è previsto un incremento nel grado di attenzione tra il livello vaccinale Territoriale e la Struttura di Coordinamento specifica. 
Per il 2012, pertanto, sono previsti n. 4 incontri tra Referenti SIMI e Referenti per le Attività Vaccinali, al fine di rafforzare la rete necessaria per garantire adeguati modelli di gestione per la prevenzione delle malattie prevenibili attraverso le vaccinazioni.
 
- Indicatori di risultato: incontri con i Referenti SIMI e i Referenti per le Attività Vaccinali.
- Standard: n. 4 incontri con i Referenti SIMI e i Referenti per le Attività Vaccinali.
 
 
 
 
 
 
PREVENZIONE E CONTROLLO DELLE MALATTIE A PREVENZIONE NON VACCINALE
 
PRP: Azioni
Contrastare la diffusione della malattie sessualmente trasmesse, con particolare attenzione all’HIV (2.6.1)
Costruzione del PDTA che coinvolga e integri le strutture sanitarie con il tessuto sociale
Programmazione attività locali 2012 Nel 2012, al fine di soddisfare quanto previsto nel PRP, è prevista un’ulteriore programmazione di n. 3 riunioni tecniche (già attivate nel 2011) fra le componenti sanitarie (Medici della SOC Malattie Infettive, Referenti SIMI, Medici che si occupano di Promozione della Salute, Personale dei Consultori) e sociali (Personale dei Servizi Socio-Assistenziali) finalizzate a costruire, in forma definitiva, un PDTA che, attraverso logiche di rete, coinvolga i diversi attori che partecipano al percorso.
Durante gli incontri si prevede il progressivo sviluppo di un percorso operativo integrato che permetta di garantire una adeguata implementazione delle attività di prevenzione e controllo delle MTS, compreso il counselling per l’infezione da HIV e le MTS.
 
- Indicatori di risultato: riunioni tecniche.
- Standard: n. 3 riunioni tecniche.
- Indicatori di risultato: definizione PDTA.
- Standard: rispondenza alle indicazioni regionali.
 
Per il 2012 sono pianificate attività di promozione della salute che consentono, attraverso n. 4 incontri di informazione ed educazione eseguiti in ambito scolastico, di agire sulle fasce d’età più sensibili allo sviluppo di MTS.
Nell’ambito del percorso, si integreranno gli interventi per il controllo delle MTS con quelli finalizzati alla prevenzione dell’infezione da HIV ed identificare sia la struttura sanitaria che effettua la diagnosi precoce che le strutture preposte a garantire forme di counselling, elemento fondamentale per la prevenzione di tali patologie.
 
- Indicatori di risultato: incontri di informazione ed educazione eseguiti in ambito scolastico.
- Standard: n. 4 incontri di informazione ed educazione eseguiti in ambito scolastico.
 
PRP: Azioni Ridurre le infezioni correlate all’assistenza sanitaria, con particolare attenzione a quelle connesse a pratiche invasive e alla legionellosi (2.5.2, 2.5.3)
  1. Replicare corsi di formazione a cascata che coinvolgano il livello dell’assistenza ospedaliera, la prevenzione, il risk manager
  2. Predisporre audit presso le strutture oggetto della vigilanza incrociata
Programmazione attività locali 2012 Le attività di sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza coinvolgeranno gli operatori del Rischio Infettivo in un’attività omogenea sui sei Presidi Ospedalieri aziendali, prevedendo la riunione periodica del CIO aziendale che ha recentemente sostituito i tre CIO precedenti (afferenti alle tre ex  ASL territoriali alessandrine).
 
Per l’anno 2012 sono previste le seguenti attività:
 
A) verifica e implementazione di alcune procedure diffuse negli anni precedenti (gestione catetere vescicale, venoso periferico e centrale, DPI, preparazione intervento chirurgico) e l’autovalutazione da parte dei CPSE dei reparti di degenza secondo le check list previste dalla procedura in uso.
 
B) audit sull’applicazione delle procedure di isolamento attraverso visite dirette nelle SOC/SOS, anche al fine di rinforzare la diffusione delle conoscenze sulle misure di prevenzione.
 
C) proseguimento del  progetto dell’OMS ”Clean care“ sull’igiene delle mani nella  prevenzione  delle ICA.
 
D) sorveglianza delle infezioni del sito chirurgico tramite il protocollo di studio HELICS sugli interventi di colon-retto e protesi d’anca, in accordo con quanto richiesto dal gruppo di coordinamento regionale.
 
E) proseguimento della sorveglianza delle infezioni in Terapia Intensiva tramite il progetto “Margherita-GiViTi”.
 
F) proseguimento della sorveglianza microrganismi “ALERT” attraverso il coinvolgimento dei laboratori di Microbiologia dell’Azienda e le ICI del Rischio Clinico Rischio Infettivo che prevede l’analisi del contesto epidemiologico locale, le segnalazioni anche telefoniche e la trasmissione via mail o fax degli isolamenti per la verifica sul campo dell’applicazione delle misure di isolamento previste dalla procedura in uso.
In particolare, nell’anno 2012 sarà avviato lo screening per gli enterobatteri produttori di carbapenemasi (tampone rettale per ricerca KPC) nelle Rianimazioni dei PP.OO., soprattutto per i pazienti trasferiti da grossi centri o dalle RSA, al fine di adottare da subito le misure di isolamento da contatto e limitarne la diffusione ospedaliera. Questo, anche in accordo con quanto è stato stabilito e condiviso insieme al Gruppo di coordinamento regionale.
 
G) ultimare la revisione e unificare a livello aziendale il Manuale di Microbiologia e provvedere alla sua capillare diffusione.
 
H) diffondere il Prontuario degli antisettici e disinfettanti elaborato nell’anno 2011 e verificare la sua applicazione entro il 2012 tramite check list.
 
I) proseguire il monitoraggio della contaminazione della rete idrosanitaria da legionella spp e valutare il rischio in collaborazione con la SOC Prevenzione e Protezione Medico Competente e la SOC Servizio Tecnico, secondo quanto previsto dal documento D.D. n. 109 del 04 Marzo 2008 in tutti e 6 i Presidi.
 
- Indicatori di risultato: report di attività.
- Standard: rispondenza alle Linee Guida e indicazioni regionali.
 
La Formazione per l’anno 2012 si concentra sul problema degli enterobatteri produttori di carbapenemasi, problema di rilievo sia nazionale sia locale, che richiede una rapida risposta organizzativa e formativa per i clinici.
Inoltre, considerata la recente integrazione della SOC Rischio Clinico con la SOC Rischio Infettivo (Settembre 2011) si è programmato un Corso di formazione ECM rivolto a tutto il personale sanitario ASL AL il cui titolo è “Possiamo fidarci dei nostri ospedali? Analisi delle misure adottate per proteggere il paziente nel percorso ospedaliero” che valuta in maniera integrata le problematiche di rischio clinico ed infettivo.
Si richiama in tale contesto anche il Progetto “Prevenzione del rischio infettivo e da movimentazione manuale dell’ospite nella Struttura residenziale” del Distretto di Tortona e del Dipartimento del Farmaco, attuato presso le Strutture residenziali del territorio. Gli interventi, progettati in equipe multidisciplinare, vengono condivisi preliminarmente con le Direzioni delle RSA e i rappresentanti dei lavoratori. La sezione formativa è preceduta dalla rilevazione delle conoscenze e delle pratiche possedute con riferimento ai settori del rischio infettivo (somministrazione questionario OMS sull’igiene delle mani) e del rischio da movimentazione (il percorso progettuale è stato avviato).
 
- Indicatori di risultato: attivazione Corso di Formazione.
- Standard: attivazione n. 1 Corso di Formazione ECM.
 
PRP: Azioni Evitare la recrudescenza dei casi di TB e controllare l’infezione da M. Tuberculosis con particolare riguardo ai casi che possono verificarsi in persone immigrate (2.6.3)
  1. Potenziamento dell’attenzione (anamnesi, counselling, screening, profilassi) nei centri ISI e carceri e coordinamento con i referenti TB
  2. Costruzione del PDTA che coinvolga e integri le strutture sanitarie con il tessuto sociale (volontariato, servizi sociali, mediatori culturali)
Programmazione attività locali 2012 E’ stato formalizzato un Gruppo di Lavoro fra Rischio Clinico e Rischio Infettivo, SPP, Medico Competente e il SeREMI (Servizio Regionale Epidemiologia Malattie Infettive) di Alessandria, con l’obiettivo di revisionare e aggiornare la Procedura aziendale sul “Percorso e gestione di paziente con sospetta e accertata tubercolosi nei PP.OO. dell’azienda“.
 
Sulla base delle indicazioni Regionali ed in considerazione delle azioni previste nel PRP, nel 2012, è previsto l’espletamento delle attività di seguito riportate:
- potenziare ulteriormente il raccordo, attraverso n. 3 incontri, tra i Centri ISI, le strutture penitenziarie ed i Referenti SIMI; durante gli incontri i Referenti SIMI procederanno a:
- fornire il materiale informativo predisposto a livello regionale per lo sviluppo delle attività di sorveglianza, prevenzione e controllo della TB;
- sensibilizzare il personale degli istituti carcerari ad innalzare la soglia di attenzione (attraverso un’adeguata anamnesi su casi sospetti di TB, la sorveglianza degli stessi e dei contatti dei casi, lo screening e la profilassi) per il riscontro precoce di soggetti affetti da TB, al fine di garantire le misure di prevenzione specificatamente previste.
 
- Indicatori di risultato: incontri tra i soggetti coinvolti (Centri ISI, strutture penitenziarie, Referenti SIMI).
- Standard: n. 3 incontri tra i soggetti coinvolti (Centri ISI, strutture penitenziarie, Referenti SIMI).
 
Al fine di procedere alla costruzione di un PDTA che coinvolga e integri, in forma globale, le strutture sanitarie con il tessuto sociale (volontariato, servizi sociali, mediatori culturali) si prevede, per il 2012, la definizione di uno specifico Gruppo di Lavoro multidiscplinare che costituisce il modello operativo capace di assicurare, in forma integrata, soluzioni multireferenziate che prevedano una maggiore accuratezza e tempestività nella diagnosi, terapia, sorveglianza dei casi e dei contatti, nonché nelle azioni di screening e di profilassi, in grado di assicurare l’integrazione tra strutture sanitarie e tessuto sociale. Nel 2011, sono stati individuati gli attori (sanitari e non), che in forma integrata e secondo logiche di rete, devono partecipare alle azioni per la prevenzione ed il controllo della TB, nonché è stato definito in forma funzionale un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale per i casi di TB.
 
- Indicatori di risultato: istituzione Gruppo di Lavoro specifico.
- Standard: documentazione attestante la deliberazione del Gruppo di Lavoro.
 
PRP: Azioni Ridurre la prevalenza delle zoonosi nelle popolazioni animali con particolare riferimento alle malattie a trasmissione alimentare (2.6.2)
  1. Migliore definizione dei compiti dei gruppi aziendali PRISA
  2. Elaborazione di protocolli di indagine e intervento comuni
  3. Migliore operatività e integrazione del gruppo locale MTA
  4. Prosecuzione attività connesse allo “sportello per gli animali di affezione”
Programmazione attività locali 2012 In ambito aziendale è stato definito un Gruppo PRISA, con Determina Dirigenziale del Direttore del Dipartimento di Prevenzione che ne assume anche il Coordinamento, al quale partecipano i Direttori dei Servizi Veterinari e del SIAN. Nel corso delle riunioni programmate vengono discusse le Linee Guida del Paisa, gli interventi integrati, le strategie da attuare e confrontate le procedure al fine di renderle uniformi. In tale Gruppo di Lavoro vengono presi in considerazione i bisogni formativi comuni del personale e dibattuti eventuali casi-problema. Su input del Direttore del DdP si è focalizzata l’attenzione dei Servizi sull’individuazione ed eliminazione di pratiche obsolete, interventi scarsamente appropriati o inutili, al fine di utilizzare al meglio le risorse umane, attualmente abbastanza scarse.
Fino al mese di luglio i finanziamenti regionali consentiranno di proseguire l’attività dello Sportello Regionale per gli animali d'affezione; in seguito, se non arriveranno nuove risorse economiche, si utilizzeranno fondi vincolati aziendali, da tempo assegnati al PMPPV, per attività di informazione.
Le attività “istituzionali” dello Sportello che anche nel 2012 saranno portate avanti sono: 
Coordinamento regionale:
  1. per le attività che riguardano l’intero territorio regionale;
  2. per il supporto alla Regione relativo alle funzioni di indirizzo e coordinamento;
  3. per l’individuazione di casi che possono richiedere l’intervento sovrazonale degli altri PMPPV del Piemonte.
 
Attività locali che riguardano:
  1. Sorveglianza e osservatorio in materia di:
    1. analisi delle registrazioni all’anagrafe canina e le eventuali cause di evasione;
    2. analisi del randagismo canino;
    3. osservatorio sulle aggressioni e morsicature da parte di cani;
    4. censimento delle colonie feline, controllo delle nascite e delle malattie;
    5. censimento e controllo dei colombi, in particolare presso gli allevamenti di animali da reddito che entrano nella filiera alimentare;
    6. scambi nazionali e internazionali di animali da affezione e sorveglianza sulla documentazione sanitaria;
    7. segnalazione di malattie, in particolare delle zoonosi presenti sul territorio;
    8. analisi di negligenze, abusi, e maltrattamenti animali.
    9. registro degli avvelenamenti ai sensi dell’Ordinanza 18/12/2008, partecipando anche ai lavori della Commissione Prefettizia.
    10. Proposta alle istituzioni interessate dell’adozione di iniziative per la prevenzione delle situazioni di rischio per la salute e la sicurezza delle persone, nonchè per la salute e il benessere degli animali e la promozione di comportamenti appropriati.
    11. Informazione sui principi e le norme che riguardano gli animali d'affezione e sul pubblico servizio reso nel territorio dell’ASL, attraverso gli strumenti di relazione con il pubblico e tramite la parte ad accesso pubblico del sistema informativo dell’anagrafe canina informatizzata regionale.
Oltre all'attività istituzionale già descritta, sono previste in particolare le seguenti iniziative:
  1. Redazione delle “Linee guida per le buone pratiche nei canili”
  2. Redazione del “Libro bianco dei canili rifugio”
  3. Sensibilizzazione dei Proprietari di cani mediante:
a) elaborazione di un manifesto da esporre negli uffici di ogni anagrafe (“Hai un cane?”).
b) volantino informativo da distribuire presso le Farmacie.
c) percorsi formativi per i proprietari dei cani.
4)   Collaborazione con le Amministrazioni Comunali al fine di ottimizzare i servizi di cattura e custodia dei cani comprendendo anche il soccorso agli animali d'affezione coinvolti in incidenti stradali e la raccolta delle spoglie sul territorio.
      5)   Normativa:
a) collaborazione alla stesura del DPGR della L.R. 27 del 4/11/2009.
b) nuova legge quadro in sostituzione della L. 281/1991: valutazione del documento elaborato e delle successive modifiche.
6)  Gatti: coordinamento dell'attività di controllo delle nascite delle colonie feline e contestuale identificazione dei gatti.
7)   Aggiornamento bimestrale del sito.
8)  Casi Problema: verifica e controllo dei proprietari privati che possiedono un numero di cani maggiore di 5.
 
Nel corso del 2012, l’ASL AL procederà ad espletare le attività che di seguito si riportano:
A) Mediante il completamento della definizione di protocolli operativi integrati, i Servizi Medici e Veterinari del Dipartimento di Prevenzione, impegnati nelle attività di controllo delle fasi della filiera alimentare, per il 2012 eseguiranno in forma integrata, le previste attività di valutazione e vigilanza, al fine di garantire efficienza e multidisciplinarietà alle azioni svolte.
 - Indicatori di risultato: esecuzione in forma integrata delle attività di valutazione e controllo.
- Standard: 100% delle attività di valutazione e controllo.
B) Nel 2011 sono stati definiti, nell'ambito del Dipartimento di Prevenzione, specifici flussi informativi (che coinvolgono il SIMI, il Referente MTA ed i Servizi Veterinari), inerenti gli aspetti epidemiologici relativi a casi singoli, ovvero a focolai di infezione da agenti zoonotici in alimenti, negli animali e nell'uomo; per il 2012 è prevista la completa adozione e la valutazione d’impatto di tali flussi informativi, al fine di assicurare, oltre alla valutazione epidemiologica del fenomeno, l'adozione di tempestivi ed efficaci interventi (integrati tra Servizi Medici e Servizi Veterinari del Dipartimento di Prevenzione) di sanità pubblica per interrompere la catena di infezione.
- Indicatori di risultato: valutazione congiunta dei flussi.
- Standard: report della valutazione della congruità.
C) I protocolli di intervento integrato di tra Servizi Medici e Veterinari dell’ASL AL, a seguito del riscontro di casi da agenti zoonotici, già predisposti negli anni precedenti, nel 2012, verranno ulteriormente condivisi dai Servizi impegnati nelle attività di cui sopra, durante n. 2 incontri di formazione; gli incontri costituiranno un momento fondamentale per la definizione delle modalità di intervento congiunto, secondo le diverse tipologie di scenari ipotizzabili.
- Indicatori di risultato: incontri dei Servizi Medici e Veterinari del Dipartimento di Prevenzione.
- Standard: n. 2 incontri dei Servizi Medici e Veterinari del Dipartimento di Prevenzione.
 
D) Relativamente al Piano Regionale Integrato di Sicurezza Alimentare, durante il 2012, l'ASL AL procederà, sulla base delle specifiche indicazioni regionali, al perfezionamento della definizione dei compiti dei gruppi aziendali PRISA, nonché alla programmazione ed attuazione degli interventi previsti per tali gruppi.
- Indicatori di risultato: report di attività.
- Standard: rispondenza alle indicazioni regionali delle attività intraprese.
Per quanto attiene allo “Sportello per gli animali di affezione”, sulla base delle linee di indirizzo regionali, l'ASL AL intende proseguirne l'attività di competenza.
 
PRP: Azioni Raggiungere elevati livelli di adozione delle precauzioni universali negli ambienti di vita collettiva, con particolare riguardo alle comunità scolari, alle residenze per anziani e alle strutture sanitarie
Inserimento del piano specifico di educazione alla salute nei PEaS
Programmazione attività locali 2012 Nel corso del 2012, sulla base di una pianificazione strutturata di attività di promozione della salute, nonché a seguito di eventuali riscontri di casi in comunità scolari e residenze per anziani, è prevista l’esecuzione, da parte di operatori del SISP dell’ASL AL, di n. 4 incontri atti a sensibilizzare operatori e, relativamente alle strutture scolastiche, alunni all’implementazione dell’adozione di misure comportamentali e precauzioni, fondamentali a ridurre il rischio di diffusione delle patologie infettive.
 
- Indicatori di risultato: incontri con strutture scolastiche e socio-assistenziali.
- Standard: n. 4 incontri con strutture scolastiche e socio-assistenziali.
Sempre nel 2012, al fine di sensibilizzare gli operatori sanitari alla riduzione del rischio nel determinismo delle infezioni correlate all’assistenza, nell’ambito del CIO, saranno svolti n. 2 incontri e sviluppate procedure operative finalizzate alla costante adozione di precauzioni universali quale elemento fondamentale per ridurre il rischio di diffusione di patologie infettive in ambito ospedaliero.
- Indicatori di risultato: incontri nell’ambito del CIO.
- Standard: n. 2 incontri nell’ambito del CIO.
 
Inoltre, verrà proseguita l’attività di informazione sulle malattie infettive anche attraverso la diffusione in ambienti di vita collettiva dell’opuscolo “Le malattie infettive: conoscerle per prevenirle”, prodotto dal Responsabile della Struttura Operativa Prevenzione Malattie Infettive e Vaccinazioni della ASL AL, con particolare riguardo alle comunità scolari, al personale scolastico, alle famiglie, alle Amministrazioni Locali, ai Medici di Medicina Generale, ai Pediatri di Libera Scelta ed ai Farmacisti.   
 
PRP: Azioni Gestione delle emergenze
  1. Analisi dei punti di forza e delle criticità nella gestione della pandemia
  2. Redazione del piano locale per la gestione delle emergenze infettive.
Programmazione attività locali 2012 Nel 2011 sono stati analizzati i punti di forza e le criticità del Piano predisposto per la gestione della pandemia influenzale e, sulla base dei fattori positivi e delle criticità riscontrate, è stato redatto un Piano per la gestione delle emergenze, più snello ed efficiente del precedente, che prevede, sulla base di specifici livelli di rischio, le diverse azioni da intraprendersi.
Inoltre, nell’ambito dell’ASL AL, è stata istituita, con Deliberazione della Direzione Generale, una specifica Unità di Crisi per la gestione delle patologie a sorveglianza estrema.
Durante il 2012 è prevista la verifica dell’operatività del Piano predisposto nel corso del 2011 e si procederà allo sviluppo di alcune procedure operative da adottarsi per eventuali patologie infettive caratterizzate da elevata capacità diffusiva o che determinano una elevata ricaduta sociale per la percezione del rischio ad esse correlata.
- Indicatori di risultato: verifica operativa del Piano.
- Standard: report di verifica.
- Indicatori di risultato: incontri nell’ambito del CIO.
- Standard: n. 2 incontri nell’ambito del CIO.
                                             
PRP: Azioni Contrastare il fenomeno delle antibioticoresistenze in ambito umano e veterinario (2.5.1)
  • Potenziamento dell’attenzione
  • Replicare corsi di formazione a cascata che coinvolgano il livello dell’assistenza ospedaliera e territoriale, la prevenzione
Programmazione attività locali 2012 Potenziamento dell’attenzione all’uso responsabile degli antibiotici in zootecnia attraverso la diffusione ed illustrazione capillare del manuale concernente “Biosicurezza e uso corretto e razionale degli antibiotici in zootecnia”, trasmesso con nota Ministeriale prot. 0002657-P-13/02/2012, attraverso specifici Corsi di Formazione rivolti alle categorie professionali coinvolte nella distribuzione, prescrizione ed utilizzo dei medicinali veterinari.
 
- Indicatori di risultato: Corsi di Formazione su distribuzione, prescrizione ed utilizzo dei medicinali veterinari.
- Standard: almeno n. 1 Corso di Formazione su distribuzione, prescrizione ed utilizzo dei medicinali veterinari.
 
PRP: Azioni Contrastare l’introduzione di malattie trasmesse da vettori, con particolare attenzione alle malattie di importazione (2.6.4)
  1. Sensibilizzazione autorità locali
  2. Collaborazione con le autorità locali per l’attuazione di eventuali interventi
  3. Attività di formazione e informazione
Programmazione attività locali 2012 Individuazione degli allevamenti di piccoli ruminanti in cui effettuare, nel 2012, il monitoraggio della circolazione di Coxiella burnetii previsto dalla nota regionale prot. 2244/DB/2002 del 24/01/2012.
Organizzazione di specifico Corso di Formazione in tema di biosicurezza, rivolto agli allevatori con il coinvolgimento anche delle organizzazioni professionali interessate.
- Indicatori di risultato: corsi di formazione in tema di biosicurezza, rivolto agli allevatori.
- Standard: almeno n. 1 corso di formazione in tema di biosicurezza, rivolto agli allevatori.
 
La diffusione nell'ambito dell'ASL AL di zanzare, compresa l’Aedes Albopictus (zanzara tigre) e di altre specie vettori di patologie infettive, presuppone, per il 2012, quali obiettivi prioritari, lo sviluppo di attività preventive, da attuarsi mediante:
a)  azioni di sorveglianza, prevenzione e controllo all'atto del riscontro di casi affetti da patologie da importazione trasmesse da insetti vettori (anche con attività di valutazione del rischio e lotta al vettore per l’abbattimento del pericolo di trasmissione autoctona della malattia).
b)  azioni di sensibilizzazione alle Autorità locali.
c)  processi di collaborazione con le Autorità locali, finalizzati all’esecuzione di eventuali interventi che si rendano necessari all’atto del riscontro di casi di patologie a trasmissione da vettori.
d) processi di comunicazione, sensibilizzazione ed informazione alla popolazione nonché di formazione agli Enti locali.
- Indicatori di risultato: report di attività.
- Standard: rispondenza alle indicazioni regionali delle attività intraprese.
 
 


Ultimo aggiornamento: 30/08/12