Meningiti


Indice

Introduzione
Le attività del SEREMI
Le dimensioni del problema in Piemonte
Le strategie di prevenzione e controllo

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Introduzione

La meningite è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale.
La malattia è generalmente di origine infettiva e può essere virale, batterica o causata da funghi.
La forma virale, detta anche meningite asettica, è quella più comune: di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni.
La forma batterica è più rara ma estremamente più seria, e può anche avere conseguenze fatali.
E’ una malattia acuta ad esordio improvviso, caratterizzata da febbre, cefalea intensa, rigidità nucale, vomito.
Il periodo di incubazione della malattia può variare a seconda del microorganismo causale: nel caso della meningite virale va dai 3 ai 6 giorni, per la forma batterica dai 2 ai 10 giorni.
La malattia è contagiosa solo durante la fase acuta dei sintomi e nei giorni immediatamente precedenti l’esordio.

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Le attività del SEREMI

Il SeREMI rappresenta il Centro regionale di riferimento epidemiologico per il sistema di sorveglianza delle malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo. Riceve sia le segnalazioni cliniche che quelle provenienti dai laboratori di microbiologia, le consolida e le immette nella banca dati nazionale. Produce regolari rapporti contenenti i risultati della sorveglianza.
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Le dimensioni del problema in Piemonte

Le meningoencefaliti virali vengono notificate, nel rispetto della normativa vigente, nell’ambito del sistema informativo delle malattie infettive e la frequenza di queste patologie in Piemonte negli ultimi anni è risultata stabile.
 

 
 ANNO NOTIFICHE 
2004 53 
2005 44 
2006 66
2007 51
2008 60
2009 87 
2010 49
2011 77

Le meningiti batteriche vengono sorvegliate, oltre che attraverso il sistema ufficiale di notifica delle malattie infettive, anche attraverso un sistema di sorveglianza attivo basato sulla segnalazione degli isolamenti effettuati dai laboratori di microbiologia della regione sia nei casi di meningite che in quelli di setticemia.

La frequenza dei casi diagnosticati sul territorio regionale è di seguito riportata:

ANNO
MENINGITI
da meningococco
SETTICEMIA
da meningococco
MENINGITI
da pneumococco
SETTICEMIA
da pneumococco
2003
22
8
35
133
2004
23
4
27
165
2005
15
4
51
166
2006
10
6
40
136
2007
9
2
41
149
2008
11
7
42
129
2009
18
5
32
92
2010
11
3
34
161
2011
11
6
31
161
 
 
I casi di malattia da meningococco, diagnosticati in Piemonte dal 2003 fino ad oggi, si sono rilevati tutti casi sporadici e i servizi di sanità pubblica hanno messo in atto gli interventi di provata efficacia per controllare e prevenire eventuali focolai epidemici. La maggioranza dei casi segnalati in Piemonte è risultata di sierogruppo B che non è prevenibile da vaccino.

Il Tasso di Incidenza di infezioni da meningococco è riportato nella tabella sottostante:

ANNO
1° anno di vita
0-4 anni
0-14 anni
Ultra 65enni
Soggetti di ogni età
2003
5,9
4,1
nd
0,4
0,7
2004
5,5
3,3
1,9
0,1
0,6
2005
5,3
2,2
1,3
0,2
0,4
2006
5,4
3,8
1,5
0,1
0,4
2007
5,2
2,1
1
0,1
0,2
2008
0
1,1
0,7
0,1
0,4
2009
5,1
1,5
1,1
0,1
0,5
2010
2,6
2,0
0,9
0
0,3
2011
7,8
2,6
1
0,1
0,4
Incidenza per 100.000 abitanti
 
Il Tasso di Incidenza di infezioni da peumococco è riportato nella tabella sottostante:

ANNO
1° anno di vita
0-4 anni
0-14 anni
Ultra 65enni
Soggetti di ogni età
2003
8,8
9,3
nd
9,4
4
2004
11
5
2,3
11,5
4,5
2005
16
12
5,6
12,1
5
2006
16,1
7,6
3,9
8,9
4,1
2007
28,5
10
3,7
9,4
4,3
2008
23,3
10,5
4,5
7,8
3,9
2009
7,7
8,2
4,2
10,9
4,6
2010
13,1
10,2
5,8
9,2
4,4
2011
2,6
5,6
3
12
4,3
Incidenza per 100.000 abitanti

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Le strategie di prevenzione e controllo

Il meningococco è presente nel naso e nella gola della popolazione sana, in percentuale variabile dal 2 al 30%, senza che questa manifesti alcun sintomo, tale presenza non è correlata a un aumento del rischio di meningite o di altre malattie gravi. La trasmissione del germe avviene per via respiratoria.
I malati di meningite o altre forme gravi sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici. Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici.
Il meningococco è altamente sensibile alle variazioni di temperatura e all’essiccamento, per cui è sufficiente procedere a una accurata pulizia degli oggetti contaminati dalle secrezioni del naso e della gola del malato e a una prolungata aerazione degli ambienti.
Non è necessaria la chiusura e la disinfezione di locali comuni quali le scuole dove si sia verificato un caso.

Lo pneumococco è, dopo il meningococco, uno degli agenti più comuni della meningite. Oltre alla meningite, può causare polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria e può trovarsi nelle prime vie respiratorie senza causare alcuna malattia. Esistono molti tipi diversi di pneumococco. Le meningiti da pneumococco si presentano in forma sporadica e non è indicata la profilassi antibiotica di chi è stato in contatto con un caso.

L’emofilo  era fino alla fine degli anni novanta la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo. In caso di meningite da emofilo di tipo b è indicata la profilassi antibiotica dei contatti stretti.

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Ultimo aggiornamento: 13/06/12