Assistenza residenziale e semiresidenziale

Assistenza Semiresidenziale e Residenziale

Responsabile: Dott. Marco Campora (mcampora@aslal.it)
Referenti: Dott.ssa Donatella Straffi (dstraffi@aslal.it) e Sig.ra S. Grandis (sgrandis@aslal.it)


L'Assistenza Semiresidenziale

È un'attività assistenziale che si svolge in un “Centro Diurno”, una struttura che si propone sia come intervento alternativo al ricovero e sia come supporto ai nuclei familiari che si occupano quotidianamente dell'individuo.
Ha lo scopo di favorire il recupero o il mantenimento delle capacità psicofisiche residue, al fine di consentire la permanenza della persona con demenza al proprio domicilio il più a lungo possibile, offrendo sostegno al nucleo familiare.

I Centri Diurni accolgono anziani non autosufficienti, in particolare anziani affetti da demenze o malattia di Alzheimer e operano durante la giornata garantendo interventi di natura socio-assistenziale, sanitaria, di animazione e di socializzazione. 

L’inserimento è disposto dall’Unità Valutativa Geriatrica (UVG) che ne definisce la frequenza sulla base dei bisogni della persona e della sua famiglia.


L'Assistenza Residenziale

È un'attività assistenziale che si svolge in Strutture Residenziali con differenti livelli di specializzazione:

  • RSA (Residenza Sanitarie Assistenziali)
  • RAF (Residenze Assistenziali Flessibili)
  • NAT (Nucleo Alzheimer Temporaneo) all’interno delle RSA

Si rivolge ai cittadini non autosufficienti o parzialmente non autosufficienti.

Offre assistenza medica, infermieristica, riabilitativa, tutelare e alberghiera, organizzati in base allo specifico grado di  bisogno assistenziale rilevato per l’utente che usufruisce del servizio.

Per il ricovero in strutture socio-assistenziali è necessaria la valutazione della Commissione UVG

Il costo della retta è a carico della Sanità per il 50% (retta sanitaria) e per la restante parte è a carico dell’ospite (retta alberghiera).
Nel caso in cui, in base al proprio reddito, l’anziano non sia in grado di partecipare totalmente al costo della retta alberghiera, la spesa sarà sostenuta dai Servizi socio-assistenziali.
Per ottenere la quota sanitaria, e l’eventuale contributo dai Servizi socio- assistenziali, l’ingresso in casa di riposo deve essere autorizzato dall’ASL.
In caso contrario, l’ingresso avviene privatamente ed è a totale carico dell’interessato/a sia per la quota sanitaria e sia per quella alberghiera.

I ricoveri presso le strutture residenziali possono essere di due tipi: definitivo o temporaneo.

Tra i ricoveri temporanei si distinguono:

Nucleo Alzheimer Temporaneo
Il Nucleo Alzheimer Temporaneo ha lo scopo di accogliere persone affette da demenza, che presentano problemi sanitari e assistenziali di elevata complessità.
L’obiettivo è quello di garantire le necessarie condizioni di protezione, di sicurezza e allo stesso tempo ritmi di vita e stimoli “riabilitativi” adeguati alle loro attuali capacità cognitive e funzionali.

Ricovero – “Letto di sollievo”
È un ricovero temporaneo, può avere una durata massima di due mesi, per alleviare i familiari nell’assistenza e/o cura del soggetto assistito.
È realizzabile qualora compaia un evento che scompensi temporaneamente la situazione familiare: la carenza o l’assenza di assistenza erogata dalla rete (ad esempio: malattia del familiare di supporto, ferie del familiare o delle persone addetto all’assistenza, chiusura estiva dei servizi di supporto, periodi di stress dei familiari, adeguamento strutturale dell’abitazione).

Percorsi di continuità assistenziale
È la prosecuzione del programma terapeutico, dopo la dimissione ospedaliera, ai fini di una stabilizzazione clinica del paziente "fragile", per facilitarne il rientro a domicilio.
Il percorso viene attivato quando viene ravvisata la necessità di cura ed assistenza dopo la dimissione ospedaliera, nei confronti di pazienti con autosufficienza compromessa in modo anche temporaneo o non rinviabili a domicilio per diverse cause quali:

  • problemi legati al paziente (es. impossibilità ad assumere correttamente la terapia); 
  • problematiche socio-assistenziali od ambientali (paziente che vive solo, paziente che vive con care-giver non affidabile, domicilio utilizzato non adeguato alle necessità);
  • cure sanitarie non immediatamente attivabili a domicilio.
Il percorso può avere una durata massima di due mesi.

 


Ultimo aggiornamento: 09/09/10